Un
grave problema di questi tempi è che la gente fa molta attività fisica
ma senza feeling con il corpo ed in maniera automatizzata. Molti si
obbligano ad estenuanti corse sia mattutine che serali, a palestre
defatiganti o a ginnastiche cosiddette alternative in cui spesso è del
tutto assente il "contatto" con se stessi e con l'ambiente: è come
aggiungere ai compiti di lavoro un non meno gravoso compito di tipo
"salutistico". Anche la prova costume è una modalità narcisistica in cui
non conta il sentire il proprio corpo ma solo "specchiarsi" con esso.
In tutti questi casi l'esercizio fisico diventa monotonamente ripetitivo
e meccanico ed il corpo stesso diventa una macchina. Nell'epoca del
tempo veloce e dell'efficientismo anche le discipline a sfondo
spirituale praticate con il corpo e la respirazione diventano una
rassicurante moda che non sfiora la sensibilità vitale profonda ed
energetica del corpo ma diventano buone pratiche salutiste. Non di rado
si incontrano anche di buon mattino maratoneti con cufffiette alle
orecchie che alla fine non sentono nè musica nè corpo, per distrarsi da
se stessi. Spesso si sentono dire frasi tipiche stantardizzate : lavoro e
quindi "devo ottimizzare i tempi", mi chiedo, anche in amore si fa
così....ci si ama ottimizzando i tempi? "Bisogna difendersi" , da cosa
chiedo...dalle tracce del tempo, dall'invecchiamento, una guerra per non
accettare se stessi in età più avanzata. Per altri ancora è il
mantenere la competitività fisica per essere più tenaci e combattivi: ma
quando si arrendono un pò, almeno ad una carezza? E' la fiera, insomma,
dell'ansia e della perdita dell'identità. Se li abbracci vanno
immediatamente in apnea per paura del contatto, se provano un'emozione
bloccano il respiro per controllarsi, in amore diventano possessivi ed
intolleranti. Il male vero del secolo è l'incapacità ad amare. Capaci in
tutto ma incapaci ad esserci con tutto se stessi, con il corpo,
nell'amore e nell'affettività.
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