giovedì 22 novembre 2018

Il Tattoo questo sconosciuto tanto di moda

Il Tattoo... è una questione di ricerca forzata e marcata d'identità: si cerca visibilità prima a se stessi, oltre che ad altri.
Il tatuaggio è ormai “normalità”, non è più trasgressione! La trasgressione è un ricordo ormai lontano. I tatuaggi oggi, sono quasi ovunque un fenomeno di massa, usati non per contrapporsi e trasgredire, ma come strumento nella ricerca della propria identità incerta e non definita, vi è quindi dietro un’esigenza-richiesta psicologica personale. I tattoo sono un codice, un messaggio cifrato con cui s'intrattiene un dialogo interiore continuo e un contatto visivo costante. Sono diventati un modo per rappresentare il proprio io-identità profonda, la propria presunta unicità, come una sintesi pittorica di pezzi di sé scollati alla ricerca di unità-identità. E' certo che un'identità stabile ed in buona salute non può maturare con una forzatura estetica e psicologica cosi marcata; occorre ben altro, un contatto con il proprio sè profondo, energetico, vitale ed emozionale: una autentica centratura identitaria della personalità che si conquista con strumenti di vera autostima ed esperienze evolutive di vita. 

sabato 3 novembre 2018

Eros è sentire la vita scorrere nelle arterie.


L'eros è un modo di sentire la vita ed il respiro dell'universo , si fa l'amore in ogni momento della giornata: dal primo sguardo del mattino ,dal carezzarsi con sguardi senza parole dal sentire l'alito della presenza dell'altro, sentirne il campo , l'alone di energia attraverso le mani, dal fare insieme, fino alla conclusione nel fremito di un amplesso amoroso intriso di gratitudine. Il sentimento della gratitudine marca la differenza, chi ama è grato all'altro e dice spesso grazie, un grazie d'esistere. 

giovedì 27 settembre 2018

Manifesto dei principi di base del Gruppo Psicosomatica di Aversa

 
Il lavoro del nostro Gruppo Psicosomatica è centrato sullo sblocco della funzione visivo-oculare (2 terzi delle nostre fibre corporee sono ottiche). Senza occhi non vi è consapevolezza né capacità di posizionare lo sguardo sulla realtà (soprattutto sulla realtà relazionale ed affettiva) e sulla "capacità d'amare" che si costruisce sul riconoscimento dell'altro da se, per uscire dal proprio ego e dal narcisismo avvitato su se stessi, per incontrare (negli occhi) l'altro distinto da se, e non la nostra solita proiezione-immagine idealizzata o confusa di sempre. Il nostro lavoro di consapevolezza si ispira a Wilhelm Reich l'inventore della psicoterapia corporea, della vegetoterapia-Orgonoterapia di Navarro-Raknes e della Bioenergetica di Lowen. Noi non proponiamo esercizi: gli esercizi servono ad allenare, ma acting specifici su ogni livello del corpo per sbloccare l'energia vitale-emozionale. L'acting ha il pregio si sorprendere e smuovere la stasi energetica nel corpo. Nel nostro gruppo lavoriamo pertanto sulla consapevolezza psico corporea che è un'attività che può svolgere solo uno "psicoterapeuta-analista reichiano" specializzato. Non crediamo, pertanto, al mercato di esercizi ispirati alla bioenergetica condotti da improvvisati giocolieri di esercizi da palestra che nulla hanno a che vedere con gli insegnamenti ed il lavoro di Reich e soprattutto di Lowen.

mercoledì 26 settembre 2018

La gentilezza questa sconosciuta


La rete, e non solo, ci inonda di inviti a sorridere, a pensare positivo, ad essere gentili in maniera indiscriminata come il sorriso riflesso del neonato che non riconosce ancora le differenze. Ebbene, la gentilezza non si può esprimere a comando, né la si può inventare all'occorrenza. Del resto anche il sorriso forzato lascia delle pieghe sul viso che non sembrano naturali ad un occhio attento. Penso che la gentilezza la possiamo ritrovare se riusciamo davvero ad essere quel che siamo, se siamo in pace nel nostro intimo, se non abbiamo sfide e guerre da proporre ogni giorno al mondo. La persona rude può esprimere tanta gentilezza, nondimeno, le persone eccessivamente gentili rivelano d'improvviso una rabbia feroce e repressa che lascia meravigliati. La vera gentilezza è qualità dell'anima e la si nota nella gestualità semplice, nell'espressione immediata e sincera. La persona gentile non è sempre tale, si arrabbia per le ingiustizie , aggredisce solo per difendersi ,dice quello che pensa assumendosene la responsabilità, è determinata è netta quando esprime se stesso e le sue convinzioni, ma leale e pronto ad ascoltare chi è disponibile ad ascoltare. Diventa intollerante con i falsi tolleranti, con chi non sa ascoltare e con chi è sleale e inaffidabile. La gentilezza è rispetto per la vita non si può recitare e non la si può avere stampata perennemente sul viso altrimenti parliamo di maschere.

sabato 22 settembre 2018

Messaggio d'amore per voi


Coltivate terre sconosciute nel vostro inconscio e la vita vi aprirà le sue porte. Non cercate abitudini che cristallizzano il vostro sentire. Accogliete la dimensione della sorpresa, tendete agguati alle vostre routines che rendono di cartapesta le vostre esistenze. Cambiate itinerari e posizioni ogni giorno e a chi vi dirà che non siete coerenti rispondete con il sorriso tipico di chi tira dritto per la sua strada. Amate senza paura e pregiudizi perché l'amore ama sconvolgere schemi e abitudini ed è sempre all'angolo nella vita sulla via del cambiamento, Amore è evoluzione perenne, non è dato una sola volta per sempre e non esiste una sola età per amare. L'amore non è mai comodo, né conveniente perché vive e fiorisce nella dimensione dell'imprevedibilità, del divenire e nel mistero della vita. 

lunedì 13 agosto 2018

La domanda del giorno: " ma cos'è questo perdono?"...


Gesù disse: ... "perdonare di vero cuore sempre e subito" senza mai permettere al rancore di avvelenare il cuore neanche per un attimo". Un pensare dal tono squisitamente psicosomatico. In vero sono le stesse cose che dice il "Dalai Lama", la differenza di cultura però si rivela nell'essenza del perdono e della colpa. Il perdono richiede un livello di consapevolezza e di crescita che non si possono improvvisare, altrimenti parliamo di "perdoni diplomatici" o mentali. Il reale perdono parte da una sensazione di pace nel corpo e nell'anima, di armonia tra emozione e ragione in un processo di evoluzione interiore sofferto: parte dal respiro profondo che placa la conflittualità e dal cuore che semina amore mollando l'orgoglio. Chi ha un malsano rapporto col proprio corpo non può accedere al perdono vero e questo accade nelle culture che demonizzando la corporeità, creano separazione tra mente e corpo, spirito e materia, intelletto e sentimento, tra ragione ed emozione, tra sesso e amore. Ho voluto sottolineare l'aspetto corporeo che Gesù ha evidenziato ma che molti , purtroppo, non riescono a leggere. "Senza corpo e senza respiro ed emozioni il perdono diventa solo una fustigazione per errori e colpe". Nella cultura dei grandi maestri la spiritualità e la saggezza passano attraverso il respiro "anemos" interiore, il soffio vitale, che connette il cuore con l'universo , altrimenti si scivola irrimediabilmente nell'ideologia e nel fondamentalismo mistico. 

martedì 7 agosto 2018

Il primo incontro con la madre

E' stato giustamente e autorevolmente sostenuto (vedi Recalcati) che il primo impatto-contatto del neonato, agli albori della vita, è l'incontro rassicurante con le mani della madre. Un incontro di sostegno, rassicurazione e accudimento. Verissimo, certo, ma penso anche a quella energia creativa che spinge il feto all'avventura della vita, al rischio del vivere: incunearsi nel canale del parto affrontando il trauma della nascita, ma anche alla grande gioia del primo grido liberatorio e del primo respiro profondo di libertà, di venire alla luce ed alla vita, di poter riconoscersi e specchiarsi in chi gli da conferma della sua esistenza. Identità, dunque, a mio parere non può circoscriversi solo all'accoglienza ed all'accudimento, bensì, al favorire già da subito il contatto occhi madre-occhi figlio per favorire il suo essere al mondo, la sua individualità distinta da quella della made, aiutandolo a disidentificarsi dalla simbiosi originaria intrauterina .
In Psicosomatica proponiamo oltre al lavoro terapeutico con le mani anche la percezione della presenza dello "sguardo materno". Sguardo vuol dire "identità": identità basilare della personalità, fiducia di base nelle relazioni e nella vita. Sguardo è incontrarsi-riconoscersi come anime. Lo sguardo ti fa ri-conoscere, ti fa vivere la gratitudine, ti fa evolvere verso l'autonomia adulta: le sole mani senza occhi possono generare dipendenza affettiva, prendere senza imparare a dare. Posizionare gli occhi per incontrare e riprendersi quello sguardo antico, esplorare il mondo, uscire dalla simbiosi materna è il lavoro che facciamo nei nostri gruppi di consapevolezza psicosomatica.

Il Tattoo questo sconosciuto tanto di moda

Il Tattoo... è una questione di ricerca forzata e marcata d'identità: si cerca visibilità prima a se stessi, oltre che ad altri. Il tat...