martedì 20 dicembre 2011

Buon Natale 2011-

Buon Natale a tutti i miei lettori ed amici che mi seguono affettuosamente. Un pensiero d'amore ai miei maestri di scuola e di vita che porto con gratitudine nel cuore: Federico Navarro - Alexander Lowen - Aldo Carotenuto.

sabato 26 novembre 2011

Demet Kiziltas -Oltre Sintesi- Vernissage 3-12-2011-Masseria Quaranta, S.Marco Evangelista-Recensione e presentazione: Pino Tartaglia-


Al vernissage del 3.12.2011 il Dr. Tartaglia ha sottolineato la necessità per la critica d'arte di schierarsi di più dalla parte del fruitore dell'opera per diventare più comprensibili e recepire ai livelli più profondi il senso e l'emozionalità dell'opera stessa. Occorre, pertanto, dare la possibilità al fruitore di assumere una "posizione" ed un "come" che potremmo definire tipico di una "psicologia della contemplazione"! Senza lasciarsi irretire dall'aspetto critico, porre occhi ed attenzione a ciò che l'opera smuove nell'interiorità, nelle evocazioni, nelle sensazioni! Viviamo nella cultura del visivo in eccesso, anche quando ascoltiamo musica i media propinano continuamente immagini che spesso non hanno attinenza con il brano musicale impedendo, quindi, alle immagini interiori di farsi strada di farsi riconoscere e creare la nostra visualizzazione musicale. Con "oltre sintesi" si può notare l'armonia e la fusione di stili dell'artista che nell'ambito dell'astrattismo fa confluire importanti tratti dell'impressionismo ed un particolare aspetto dell'arte concettuale:l'importanza del messaggio che si trasmette al mondo che qui ben si armonizza senza degradare l'oggetto. "Oltre Sintesi" rappresenta la configurazione di una gestalt dell'artista che partendo dalla dissoluzione dell'oggetto, rappresentando linee energetiche a sfondi rosso fuoco ed argento, contrasti di colori e di linee aperte in una sorta di spettacolo dell'anima che ci lancia verso l'infinito e proseguendo con "Essenza" , attraverso configurazioni altamente simboliche che ci riportano alle espressioni profonde dell'inconscio collettivo con i suoi archetipi: passaggi attraverso le acque, fasi e movimenti lunari che riguardano l'archetipo della Grande Madre di Erich Neumann, la rappresentazione degli elementi fondanti della vita nei suoi significati simbolici ed alchemici:acqua, aria, fuoco e terra- arriva come processo finale a "Confini" (Fines); confini rappresenta la configurazione di un processo interiore di crescita dell'artista che si esprime in forma delicata, con colori tenui che segnano il passaggio verso la consapevolezza e dell'armonia tra il sè ed altro da sè, tra individuo ed universo, tra microcosmo e macrocosmo, tra natura e cultura. Citando Neumann il Dr. Tartaglia conclude: la creatività è una delle strade privilegiate per l'uomo laddove questo, attraverso la propria espressione creativa, può recuperare il proprio femminile interiore, la propria "Anima".

venerdì 21 ottobre 2011

Emozioni, respiro, carattere: la forza del cambiamento!

Incontrarsi negli occhi, incontrarsi nelle mani è il tema svolto di recente nei gruppi d’incontro settimanali tenuti ad Aversa dal Dr. Tartaglia. La legge del contatto vitale richiede un asse tra occhi, cuore ,respiro e periferia dell'organismo (occhi lucidi, mani accoglienti e piedi in contatto con il suolo- grouding-).Fondamentale l’esperienza dell’incontro nel “qui ed ora” attraverso il nostro corpo; occhi rigidi , occhi invadenti, occhi seduttivi non entrano in contatto aperto, pulito e profondo! Il contatto è una scintilla che accade nell’immediato è una esperienza sempre nuova: se abbiamo modelli schematici , rigidi, l’incontro, il contatto sfuma perché ci perdiamo “l’altro”…(se l’altro ce lo siamo già creati dentro, con i nostri soliti e abitudinari schemi, con le nostre abituali paure che bisogno ci sarà mai di "rischiare" l’incontro reale?). Incontrarsi è sempre nuovo e creativo (anche tra persone che già si conoscono). Incontrarsi negli occhi diventa incontrarsi nelle mani:perché “negli occhi ..nelle mani” ? perché “con gli occhi.. con le mani” lo facciamo tutti giorni e ,purtroppo… spesso non incontriamo l’altro! Entriamo nel tatto non nel contatto! ( cum tactum): fare l'esperienza di esserci negli occhi ed esserci nelle mani è la via per vivere con l'intelligenza del cuore!

sabato 15 ottobre 2011

Fermiamo la barbarie travestita da progresso!

Questa società del benessere non produce ben essere! Stranamente invece aumentano il disagio, l’insoddisfazione, i disturbi psicosomatici. Abbiamo smarrito il senso stesso del piacere! Non sappiamo più dove cercare la libertà, non conosciamo più la relazione tra appagamento e desiderio; affannati dalla ricerca del piacere stiamo smarrendo l’emozione della “gioia di vivere”. Nel sesso è sempre più rara l’emozione sessuale: anche qui vige la legge della efficienza e della prestazione (spesso a pagamento) e barbari concetti come “utilizzatore finale”, escort e l’ideologia del bunga bunga. Stiamo, forse, confondendo il piacere con il desiderio e con la gioia di vivere? Il piacere può creare dipendenza! Spesso il nemico si annida nel piacere.Viviamo un'epoca dominata dall’ansia, in tutte le sue forme e manifestazioni fino al temutissimo "attacco di panico" ed alla depressione. Dominati dalla fretta, tutto più veloce! dalla TAV alla linea internet. Ci dicono che non si può fermare il progresso e quindi tutto ciò, compreso l’uso del nucleare, è ineluttabile.Cosa abbiamo smarrito in tutto ciò? Andiamo ineluttabilmente verso il baratro in nome del progresso, andiamo verso lo sfruttamento e l’inquinamento della terra, dell’arricchimento di pochi sui molti, del fanatismo religioso e politico, della prepotenza e dell’arroganza e nessuno pensa che sia arrivata l’ora di fermarsi: di dire "basta"!!!

venerdì 14 ottobre 2011

La Psicologia dell'anima-

Immaginate per un attimo di uscir fuori dalle vicende umane per pochi secondi e vi trovate su una collina, e davanti a voi un paesaggio notturno, i riflessi lontani delle acque del mare, il profumo del bosco, una notte silente al chiaro di luna. Provate ad ascoltare il silenzio ed i suoni della natura e poi guardate in alto , il cielo stellato di una notte dall’aria sottile e gradevole, e osservate la volta celeste, e sentite dentro di voi un sensazione struggente : la pulsazione cosmica, vedete le stelle pulsare, il vostro respiro.. il cuore che batte , il sangue che pulsa e una sensazione incipiente di estasi, entrate sul confine, lasciatevi prendere…. Quel mondo meravigliosamente perfetto è anche qui stasera, dentro di voi….è in ogni cosa che facciamo nella vita di tutti i giorni. L’artista lo vive nell’attimo in cui imprime la propria tela o nell’estasi delle prime note di un pianoforte mentre sta nascendo un’opera musicale o una canzone: in sintesi chiunque faccia creativamente il proprio lavoro, che ama e che lo appassiona, che sia l’uomo professionista o dei mestieri è in contatto con la dimensione energetica della natura. Stiamo parlando del mondo dell’anima, del mistero della vita. Si’! la sensazione struggente ci viene dal mistero, da una conoscenza e da una percezione che non ha nulla a che vedere con il mentale ed il razionale. L’essere umano “sente” prima di capire: il capire ci ha portato fuori dal Paradiso Terrestre!

venerdì 7 ottobre 2011

Biennale di Venezia 2011- Demet Kiziltas- Venezia-Istanbul -Presentazione eRecensione Pino Tartaglia

Visione onirica altamente simbolica, al limite tra espressionismo e impressionismo, con toni e colori rosso profondo accesi da una atmosfera magica e fusionale ,al di là dello spazio e del tempo, tra istinto e arte, tra oriente ed occidente, di confluenza e consonanza, rappresenta la profonda aspirazione all’armonia universale tra due poli dell’anima collettiva: oriente ed occidente, in una dimensione indistinta di ” participation mystique”.



domenica 18 settembre 2011

Il Cambiamento in Psicoterapia

Cambiamento non equivale ad aggiustamento! Le tecniche, terapeutiche o non, possono solo assecondare lo status quo ed ignorare il messaggio rivoluzionario in atto! Un tradimento non può essere solo un occasione per dire “ho sbagliato mi rimangio tutto” perché il tradimento non avviene per caso ma diventa la rottura di uno schema che una determinata coppia ha costruito per sopravvivere a se stessa. Il disagio, il dolore sono portatori di un messaggio che va al di là della propria storia personale, che investe le nostre aspirazioni profonde e nobilita le nostre sagge solitudini : riappacificare tecnicamente due partners potrebbe risolversi nel non prendere in considerazione un potente messaggio di cambiamento : il cambiamento sgorga forte e spontaneo dai luoghi dell’anima; l’aggiustamento nasce dai luoghi accomodanti della mente! Un talento spesso emerge nel buio di una crisi e potrebbe essere spento da un atteggiamento accomodante e rivolto comunque ad una riconciliazione tecnica.C'è qualcosa dentro di noi che prima o poi dirà " NO" col seguito poi di una protesta psicosomatica

sabato 23 luglio 2011

GRANDE SUCCESSO AL GIFFONI FESTIVAL FILM: PREMIAZIONE DEL CORTO NOI DUE DEL SUD

Un doveroso ringraziamento al Dottor Pino Tartaglia per l' esauriente recensione che ha convogliato numerose visite sul suo blog, oltre ai 2 articoli pubblicati su riviste prestigiose e agli innumerevoli contatti che, attraverso facebook, hanno dato modo a "Noi due del Sud" di amplificare ancor più il suo messaggio. Giovanni Palmieri-Noi due del sud-



giovedì 7 luglio 2011

L'AMORE

L’amore ci rende fragili perché rompe i confini dell’ego, ci spiazza e ci spinge verso l’universo , ci fa perdere confini e punti d’orientamento ci sbalza nell’ingovernabilità; cioè diventi, fiume, mare, galassia e non decidi piu niente…finalmente ti lasci prendere, finalmente condividi, esci dall’egoismo, scegli l’umiltà: la tua fragilità diventa la cosa più preziosa al mondo perché essa ti rende umano gioioso, bambino, maturo, vero. Ti spinge nel senza tempo: non hai piu bisogno di sapere quanto durerà, se è giusto o no, se domani ci sarà o no, sei nel presente; il passato diventa realmente passato, il futuro non c’è, diventi fiume che scorre che vive nell’attimo. La mente diventa ragionevole e abbandona la razionalità.

domenica 3 luglio 2011

Fermiamo la giostra impazzita!

La nostra cultura ci ha abituato a voler capire tutto , spiegare tutto e ragionare su tutto: a mettere sullo sfondo le emozioni e confondendo l’aggressività con la violenza. Viviamo in un’epoca in cui si cerca la “visibilità” a tutti i costi; la nostra cultura è tutta fondata sull’immagine e l’apparenza. Vi è cultura dell’estremo, dell’eclatante, dell’esibizione, della bellezza maniacale, della perfezione, dell’efficienza, della velocità, della fretta , mascherata spesso da pensiero positivo. Gli americani hanno tradotto in pillole anche la psicologia : c’è una ricetta miracolosa per ogni malessere psichico e spirituale. Ti dicono “pensa positivo”! dando l’illusione che si possa controllare tutto alimentando l’ipertrofia della ragione e della mente. Nella società del benessere tutto sembra direzionare verso il piacere, i progetti e gli obiettivi: basta sfogliare qualche rivista, tra le tante, dalle colorate ed ammiccanti copertine per accorgersene. Dalle vacanze, all’abbigliamento, al fitness,alla salute, ai prodotti cosmetici sempre più miracolosi,alla cucina: basta accendere la tv e vedi esperti di cucina darsi da fare sul piacere del cibo. Si dibatte su tutto e di tutto: esperti tuttologi si esibiscono a somministrare pareri ed opinioni su tutto, dal giardinaggio, alla crisi della coppia, alla sessualità. Il tutto come intervallo agli spot pubblicitari che impregnano giornali, cinema, riviste , trasmissioni televisive e cartelloni pubblicitari. Dunque, questa società del benessere non produce ben essere! Stranamente invece aumentano il disagio, l’insoddisfazione, i disturbi psicosomatici. Abbiamo smarrito il senso stesso del piacere! Non sappiamo più dove cercare la libertà, non conosciamo più la relazione tra appagamento e desiderio; affannati dalla ricerca del piacere stiamo smarrendo l’emozione della “gioia di vivere”. Nel sesso è sempre più rara l’emozione sessuale: anche qui vige la legge della efficienza e della prestazione (spesso a pagamento) e barbari concetti come “utilizzatore finale”, escort e l’ideologia del bunga bunga. Stiamo, forse, confondendo il piacere con il desiderio e con la gioia di vivere? Il piacere può creare dipendenza! Spesso il nemico si annida nel piacere.Viviamo un'epoca dominata dall’ansia, in tutte le sue forme e manifestazioni fino al temutissimo "attacco di panico" ed alla depressione. Dominati dalla fretta, tutto più veloce! dalla TAV alla linea internet. Ci dicono che non si può fermare il progresso e quindi tutto ciò, compreso l’uso del nucleare, è ineluttabile. La medicina, intanto è al capolinea, ha assunto al di là spesso di una efficacia immediata, un ruolo normalizzante, mantiene le persone lì dove sono, nella sofferenza, senza via d’uscita ed in più con il carico pesante dei suoi effetti collaterali. Cosa abbiamo smarrito in tutto ciò? Andiamo ineluttabilmente verso il baratro in nome del progresso, andiamo verso lo sfruttamento e l’inquinamento della terra, dell’arricchimento di pochi sui molti, del fanatismo religioso e politico, della prepotenza e dell’arroganza e nessuno pensa che sia arrivata l’ora di fermarsi. Sì fermarsi! Perché il vero progresso sta nel poter fermare veramente una volta per tutte questa “Giostra” impazzita.

venerdì 17 giugno 2011

CAMBIAMENTO O AGGIUSTAMENTO? LA PSICOTERAPIA DELL'ANIMA

La Semplicità, la Spontaneità, l’Autenticità sono valori da coltivare per l’intero arco della nostra vita, modalità esistenziali che i grandi, da sempre, come Reich e Jung hanno auspicato per vivere intensamente l’esistenza. Viviamo in un mondo in cui l’unica cosa che abbiamo imparato e che ci hanno insegnato a fare bene è recitare! Ci propinano corsi per imparare meglio ad essere un qualcosa in più rispetto a quel che siamo: il risultato è che impariamo precocemente a recitare sempre meglio con noi stessi e con il mondo. Anche i corsi dedicati ad attività artistiche o sportive per i giovani, quindi corsi formativi, hanno alla base le stesse cose: essere sempre di più rispetto a quel che si è, ed essere sempre meglio degli altri,essere seducenti rispetto al potere per ottenere di più, darsi gomitate anche molto eleganti, per far fuori l’altro, spesso vissuto come ostacolo o avversario da abbattere. La televisione e la pubblicità ci hanno stimolati ed abituati per anni a questo modo di percepire l’esistenza; il successo e la visibilità a tutti i costi anche senza aver un particolare talento; a tal fine si sono attrezzati vari potenti gruppi televisivi che attraverso certi programmi stimolano l’esibizione del corpo e delle grazie femminili come strumento di successo e di potere facile, a portata di mano, ingenerando la convinzione nei giovani che essere visibili, ambiziosi, belli e magri è tutto nella vita; che avere competenze e formarsi attraverso percorsi di conoscenza sia roba da vecchi o di altri tempi, che si possono scavalcare o abbreviare percorsi di studi (vedi ad esempio la compravendita di esami universitari) per fare prima , subito e spesso a danno di veri talenti e vere competenze. Oggi più che mai si organizzano corsi su tutto (a vantaggio principalmente degli organizzatori): corsi per andare d’accordo col partner, per riconciliarsi, per essere più seducenti, per avere successo sul lavoro soprattutto a discapito degli altri, per essere più simpatici ed avere tanti amici, per essere più belli ed in forma, per dimagrire ed avere il ventre piatto. Come se fosse veramente possibile recuperare un partner perduto o riconciliarsi nei conflitti relazionali con una tecnica di comportamento o con laboratori recitativi che appunto insegnano a recitare meglio con schemi comportamentali sempre più raffinati. Anche il ballo sta perdendo la sua semplicità e spontaneità: conta aver imparato in palestra la migliore mossa o passo da esibire, non conta più il piacere del ballo come incontro realmente ludico fra persone, capace di provocare veri entusiasmi e momenti di gioia condivisi: il risultato è che ci si riduce ad una sterile gara esibitoria in perfetta solitudine fisica e psicologica. Stiamo perdendo quel modo sano e condiviso di "essere insieme". Cambiamento non equivale ad aggiustamento! Le tecniche, terapeutiche o non, possono solo assecondare lo status quo ed ignorare il messaggio rivoluzionario in atto! Un tradimento non può essere solo un occasione per dire “ho sbagliato mi rimangio tutto” perché il tradimento non avviene per caso ma diventa la rottura di uno schema che una determinata coppia ha costruito per sopravvivere a se stessa. Il disagio, il dolore sono portatori di un messaggio che va al di là della propria storia personale, che investe le nostre aspirazioni profonde e nobilita le nostre sagge solitudini : riappacificare tecnicamente due partners potrebbe risolversi nel non prendere in considerazione un potente messaggio di cambiamento : il cambiamento sgorga forte e spontaneo dai luoghi dell’anima; l’aggiustamento nasce dai luoghi accomodanti della mente! Un talento spesso emerge nel buio di una crisi e potrebbe essere spento da un atteggiamento accomodante e rivolto comunque ad una riconciliazione tecnica.C'è qualcosa dentro di noi che prima o poi dirà " NO" col seguito poi di una protesta psicosomatica!

domenica 5 giugno 2011

ESPOSIZIONE- ROMA, 11 Giugno / 24 Giugno 2011-Presenta Pino Tartaglia

Comunicato stampa / INVITO

VISTA Arte e Comunicazione, in collaborazione con NeoArtGallery Associazione Culturale,
presenta

"FINES" mostra personale di DEMET KIZILTAS

Solo chi osa varcare i limiti amplia la percezione visiva della realtà
Dopo la mostra presso la Galleria Sacconi di Santa Maria Capua Vetere, la conosciuta artista internazionale Demet Kiziltas, che già molto si era fatta apprezzare dal pubblico e dalla critica nel mese di Marzo in occasione della prima edizione della Fiera dell'Arte di Arezzo, presenta anche a Roma il tema dei FINES/CONFINI .
L'attività espositiva continuerà poi questo autunno, con le già programmate partecipazioni alla Fiera dell'Arte di Reggio Emilia e alla Fiera Internazionale dell'Arte di Istanbul.

"I CONFINI sono tracciati per creare differenze,sono linee sottili ma con forte energia che separano ed uniscono, sono linee energetiche che tendono alla definizione di luoghi ed esseri viventi che spesso sono invisibili ma marcano l’incontro tra simbiosi e spazio di libertà , tra individualità ed appartenenza. Solo chi si affaccia sul limite ha la percezione visiva più ampia possibile. Il Confine sembra essere l’altra faccia dell’infinito!

L'opera di Demet Kiziltas , proprio sul limite, propone una visuale ampia del mondo, che spinge da un lato all’ordine dall’altra, invece, verso l’immenso delle forze in gioco nell’universo....." (Pino Tartaglia)
Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli (Giacomo Leopardi, Pensieri, LXVIII)


INAUGURAZIONE
martedì 11 Giugno 2011 ore 18,30
presso VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41 Roma (zona Colosseo)

ESPOSIZIONE
11 Giugno / 24 Giugno 2011
INGRESSO GRATUITO
ORARI
dal lunedì al venerdì 15.00/19.00 , sabato 17.00 – 19.30

domenica 1 maggio 2011

L'Attesa di Demet Kiziltas- Recensione Pino Tartaglia


Colori straordinari, a tonalità rosso fuoco, che delineano un tramonto di incomparabile bellezza: colori dell’anima, attesa contemplativa.
Ciò che colpisce lo spettatore in questo dipinto di Demet è l’atmosfera intensa e pervasiva che la caratterizza attraverso i colori rosso fuoco del tramonto, intrisa da una profonda nostalgia di luoghi e tempi lontani, da una indefinita dimensione struggente dell’anima che cerca perennemente qualcosa di irraggiungibile, in una continua languida attesa, un “anelito indefinito”come direbbe Baudelaire, nostalgia come dimensione del tempo che scorre e non ritorna più ma resta trasfigurata nell’arte come desiderio ed accende la speranza nel divenire incessante della vita.

venerdì 22 aprile 2011

Recensione di Pino Tartaglia : corto "Noi due del Sud" presentato al Festival di Giffoni Vallepiana


Questo corto di Francesco Maglioccola impatta lo spettatore con la sua dirompente ed immediata essenzialità. Scene di ordinario degrado e violenza, in famiglia, nella scuola e nel sociale a cui siamo ormai assuefatti in un contesto di accettata normalità; degrado del territorio , degrado dei valori, degrado di umanità con una ideologia di fondo: la prepotenza e la sopraffazione sul più debole come momento di esibizione di forza e carattere ,sentimento di onnipotenza per prendersi con la forza quel che si vuole, soprattutto quegli oggetti simbolo del consumismo esasperato dei nostri tempi.
Insegnanti troppo occupati con se stessi per accorgersi del disagio dei ragazzi o insegnanti che lanciano il grido d’allarme ma restano vittime ed ostaggio delle ritorsioni dei loro alunni. La perdita di autorità e di autorevolezza degli insegnanti stessi, spesso incoraggiata anche da genitori collusi con i loro figli, che non coltivano sentimenti di solidarietà e di condivisione necessari al rispetto di ruoli e istituzioni pubbliche.
La prepotenza ha un presupposto di base: che ci sia un debole su cui scaricare la propria violenza interna, che questa crei una soddisfazione o sollievo immediato all’impotenza interiore del prepotente, è un segnale dimostrativo rivolto all'ambiente perché c’è bisogno di dimostrare ed esibire la violenza per essere riconosciuti pur non avendo meriti; ma è un sollievo di breve durata perché il vuoto interiore di identità, di amore, di considerazione-protezione non avute, la fragilità dell’io e la profonda invidia, non viene colmato per cui il bullo diventa prigioniero e ostaggio di se stesso e del gruppo; chi cerca di venirne fuori viene ricattato e stigmatizzato come traditore.
Bisogna assolutamente restituire alla funzione paterna il ruolo che gli spetta nella coppia genitoriale e nel sociale: di essere per i figli un modello presente e affettivo di autonomia rispetto alla eccessiva presenza-influenza materna che tende alla protezione ed all’attaccamento (ciò è peculiare nella cultura napoletana: i figli fanno parte della vita non sono solo “piezze e core”. Un modello affettivo sano in cui il figlio maschio possa identificarsi ; un modello di legalità rispetto alla legge ed alle istituzioni; un modello sociale rispetto ai valori dell’amicizia, della condivisione, della lealtà ,del dialogo e del rapporto con l’autorità. L’identità affettiva stabile potrà diventare poi da adulti quel senso sano del cosiddetto "I Can“- "We Can “ che è la vera potenza di un individuo: cioè posso e credo , posso amare, posso sperare, posso sognare! Questo è possibile in una cultura che unisce le diversità: la prima grande diversità è essere maschi e femmine, madri e padri. Molti confondono la potenza con la violenza: occorre distinguere tra aggressività e violenza! L’aggressività è la capacità di spingersi verso la vita col piglio giusto, nel rispetto delle regole e dell’etica morale; moralità non è moralismo!La violenza è legata alla rabbia che cova dentro, alla collera, alla frustrazione ,al non sentirsi amato e rispettato e non ha né etica né morale e nel napoletano è molto legata alla furbizia, allo scavalcare gli altri, alla ricerca del privilegio.Il Bullismo è una forma precoce di peste psichica le cui radici non stanno solo nel sociale ma nell'amore assente o malato in cui l'adolescente vive. Una identità stabile può solo fondare sull'amore e sulla fiducia di base nella vita.

sabato 2 aprile 2011

FINES- Vernissage Demet Kiziltas- Recensione : Pino Tartaglia



I CONFINI sono tracciati per creare differenze,sono linee sottili ma con forte energia che separano ed uniscono, sono linee energetiche che tendono alla definizione di luoghi ed esseri viventi che spesso sono invisibili ma marcano l’incontro tra simbiosi e spazio di libertà , tra individualità ed appartenenza. Solo chi si affaccia sul limite ha la percezione visiva più ampia possibile. Il Confine sembra essere l’altra faccia dell’infinito!
L'opera di Demet Kiziltas , proprio sul limite, propone una visuale ampia del mondo, che spinge da un lato all’ordine dall’altra, invece, verso l’immenso delle forze in gioco nell’universo.
La produzione pittorica di Demet (da Infinito a Confini) sembra ripercorrere sin qui la costruzione di un mandala. E’noto che il mandala rappresenta il Sé, la personalità nella sua interezza, vale a dire l'idea dell’esistenza di un centro della personalità, di una sorta di punto centrale all'interno dell'anima, al quale tutto sia correlato, dal quale tutto sia ordinato e il quale sia al tempo stesso fonte d'energia. Tale energia si manifesta in una spinta inconscia a divenire “ciò che si e’.” Partendo dalla sua prima opera Infinito , poi con Riflessi, Essenza e adesso Confini l’autrice chiude un ciclo quaternario che va nella direzione di un progressiva evoluzione del suo processo di individuazione ove costantemente si illumina il confronto con il problema degli opposti nella natura umana proiettati nell’universo. In sintesi accostare la produzione dell’infinito a quella odierna dei confini configura un punto di arrivo rispetto alla armonizzazione dei due poli della grande energia che ci sovrasta e ci governa: Yin eYang; rappresenta cioè un completamento sia della ricerca interiore che della maturazione del linguaggio e dell’individuazione dello stile dell’artista. Questo percorso come tutte le strade seguite, tutti i passi intrapresi, riportano sempre ad un solo punto, il grande mistero dell’universo e dell’amore. I colori della sua pittura diventano forze irradianti, energie che agiscono su noi con effetto contemplativo indipendentemente dal fatto di esserne consapevoli o meno. La scintilla che possiamo osservare sulla linea di confine in queste raffigurazioni accende l’esperienza fecondante di tutto ciò che si incontra sul limite esistenziale: la diversità, l’evoluzione creativa, l’incontro, la trasformazione.
L’energia magmatica del confine consente l’osmosi tra mondo cosciente ed incosciente, tra i lumi del razionale ed il buio dell’anima e della creatività, tra arte e consapevolezza : la scintilla creatrice che possiamo osservare in questa opera di Demet illumina quindi la possibilità che ci da l’arte di unirci e di armonizzarci con l’universo , rendere evanescenti gli steccati che separano il microcosmo dal macrocosmo aprendo le porte ad un’esperienza di meraviglia ,di sorpresa… appunto… di confine!

mercoledì 30 marzo 2011

Confini: Mostra d'arte contemporanea. “Solo chi osa varcare i limiti amplia la percezione visiva della realtà - Presenta Pino Tartaglia

Galleria Saccone Via A. Tari, n.11/13
Santa Maria Capua Vetere (CE)

FINES – CONFINI
Mostra d'Arte Contemporanea e Live Music Performance
dell’artista Demet KIZILTAS

“Solo chi osa varcare i limiti amplia la propria visuale”

Galleria Saccone, Via A. Tari 11/13, Santa Maria Capua Vetere (CE)

Inaugurazione sabato 2 aprile 2011, ore 18.30

Periodo espositivo : 2-16 aprile 2011



Sabato 2 aprile 2011, alle ore 18.30, presso la Galleria Saccone di Santa Maria Capua Vetere, si inaugurerà la personale dell’artista turca Demet Kiziltas dal titolo “Fines - Confini” a cui seguirà una live music performance. L’inaugurazione sarà introdotta dalla presentazione del critico d’arte Pino Tartaglia.

FINES / CONFINI
I confini sono tracciati reali o virtuali che racchiudono diversità e specificità fisiche, caratteriali e valoriali. Seppure immaginabili come linee sottili, posseggono una forza che separa ed unisce. Sono come barriere energetiche, apparentemente invisibili ed inavvertibili, che circoscrivono luoghi ed esseri viventi, la cui coesistenza consente spazi di libertà o simbiosi, per esaltare individualità ed appartenenza. Solo chi osa varcare i limiti amplia la propria visuale. Violare il Confine dà la sensazione e la soddisfazione di un'immersione nell'infinito !
Demet KIZILTAS
L'energia alchemica che ribolle sul confine consente l'osmosi tra mondo cosciente ed incosciente, tra i lumi del razionale ed il buio dell'anima e della creatività, tra arte e consapevolezza : la scintilla creatrice che possiamo osservare la possibilità che ci da l'arte di unirci e di armonizzarci con l'universo,rendere evanescenti gli steccati che separano il microcosmo dal macrocosmo consentendoci di aprire le porte ad un'esperienza di meraviglia ,di sorpresa… appunto… di confine!
Pino Tartaglia

Galleria Saccone Via A. Tari, n.11/13 Santa Maria Capua Vetere (CE)




venerdì 18 marzo 2011

Pensare è un lusso!


E' un lusso energetico perchè presuppone che la mente sia in asse con il cuore, con il respiro e con le gambe. Pensare è un lusso, pensare è creativo! Avere pensieri, invece, è essere dominato da ossessioni o da pregiudizi . La vera ignoranza è l'ignoranza del cuore, dell'anima.Attenzione ai falsi intelligenti abili ad argomentare, attenti a certi giornalisti che pensano su commissione, attenti all'amico invidioso che ti spaccia il consiglio intelligente "per il tuo bene", attenti al politico che non ha pensiero ma argomenta bene per piacerti e compiacerti, attenzione ai cd Talkshow televisivi! Quando la mente non pensa ma mugugna, rimugina, sottilizza, inquina muore il pensiero creativo illuminato e colorato dal cuore, questo nostro paese ha bisogno di cuore e respiro ampio non di menti ; molti non sanno piu condividere qualcosa di bello senza rimuginare o fare distinguo non sanno abbandonarsi al bisogno che abbiamo dentro di amore , di umanità, di condivisione!

giovedì 24 febbraio 2011

L'illogica Allegria ( di Giorgio Gaber )


Il benessere a volte ti coglie d'improvviso e ti lascia incredulo....magari alle prime luci del mattino , da solo , lungo un'autostrada... mentre la gente dorme con il solito normale malumore....e può bastare un niente, forse un piccolo bagliore, un'aria già vissuta, un paesaggio... che ne so.. e .. dopo tante cose che hai fatto da cui invano ti aspettavi benessere e felicità ecco che ancora una volta ti viene in soccorso " l'illogico" "l'inaspettato," e ti vergogni perfino di stare bene senza un perchè , senza un motivo ! E' come se ti prendessi il diritto di vivere il presente ; così è anche in amore, nell'amore che ti sorprende: ti sorprende mentre stai lì " logicamente" a chiederti se è vero, quanto è grande, quando durerà!

venerdì 11 febbraio 2011

SISTEMA IMMUNITARIO E CONFINI

Il sistema Immunitario regola e marca il confine tra il me e l’altro da me, io chi sono e l’altro chi è, ha quindi a che vedere con l’Identità della persona. Nell’ottica dell’unità “mente corpo” l’identità biologica e quella psicologica sono "funzionalmente identiche. Il sistema immunitario attraverso il corpo e attraverso la pelle delimita il confine tra l’io e il non io. Una identità in buona salute, non allarmata, ha confini flessibili non teme di incontrare il nuovo il diverso: ad esempio non ha bisogno di produrre sostanze difensive molto forti per affrontare-confrontare un agente esterno estraneo. Come ad esempio accade in una allergia o un’asma psicosomatica. Così come un popolo (o un singolo individuo) con salde radici di identità e di democrazia non attua sistemi di confine rigidi per preservare la propria integrità ,vedi xenofobia, razzismo, fondamentalismo religioso. La nostra epoca è caratterizzata da una crisi di identità globale, il sistema identitario è continuamente costretto a confrontarsi con le economie mondiali, conflitti etnici, guerre di religione ,l’inquinamento ambientale, la minaccia nucleare e lo sfruttamento del pianeta. La confusione su chi e da che cosa dobbiamo difenderci per irrigidire o elasticizzare i confini regna sovrana, non sappiamo più chi è nemico e chi no. Nelle famiglie il bambino può sperimentare che la persona di cui più si fida gli fa violenza o addirittura lo fa sparire come le cronache giudiziarie recenti lo dimostrano. La malattia autoimmune è l’espressione di un organismo che per varie concause perde il riconoscimento della sua identità e del suo confine e quindi si aggredisce rivolgendo contro se stesso l’attività di difesa che non riesce a dirigere verso un agente minaccioso ormai non più distinguibile. L’identità biologica, psichica, il riconoscersi e riconoscere l'altro, l’appartenenza alla propria etnia o alla propria terra, le sane separazioni, i sani incontri, una sana economia, il rispetto di se e della natura, della terra come organismo vivente, di tutte le forme viventi del pianeta, la strutturazione di una nuova coscienza planetaria ,l'attenzione , la compassione e la semplicità sono i parametri decisivi del terzo millennio che decideranno delle sorti del “vivente uomo”.

sabato 5 febbraio 2011

PSICOLOGIA E COSCIENZA PLANETARIA

La crisi globale che ci troviamo ad affrontare oggi è una crisi di coscienza. 
La sfida del III millennio consiste  nell'esplorare lo spazio interiore e sviluppare la coscienza umana, per poter reggere il confronto con gli straordinari progressi che abbiamo fatto nello sviluppo tecnologico.
La sopravvivenza umana comporta perciò, la creazione di una coscienza planetaria creativa e aperta alla compassione.
Compassione"(citando il Dalai Lama -Tenzin Gyatzo, XIV) deriva da "cum-passio" = passione insieme (pathos = sentimento) significa: patire insieme. Di solito, quando siamo interessati alla sorte di un amico intimo, chiamiamo quest'interesse "compassione"; ma non è compassione, è attaccamento. Anche nel matrimonio, in quei matrimonï che durano poco, ciò avviene a causa dell'attaccamento. I matrimoni durano poco a causa della mancanza di compassione; c'è solo attaccamento emotivo, basato sulle proiezioni e sulle aspettative. Se l'unico legame fra amici intimi è l'attaccamento, allora anche un'inezia può indurre un mutamento delle proiezioni. Non appena le proiezioni cambiano, l'attaccamento scompare, perché quell'attaccamento era basato solo sulle proiezioni e sulle aspettative. È possibile avere compassione senza attaccamento e, similmente, provare rabbia senza odio. Di conseguenza dobbiamo chiarire le distinzioni fra compassione e attaccamento e fra rabbia e odio. Tale chiarezza ci è utile nella vita quotidiana e nell'impegno per la pace nel mondo. Ritengo che questi siano i valori spirituali di base per la felicità di tutti gli esseri umani, che siano credenti o meno.”
Ervin Laszlo esprime la tesi che promuovere e facilitare l'evoluzione di una nuova coscienza è essenziale per il nostro benessere individuale e collettivo e per il futuro di tutte le forme di vita su questo pianeta.
A questo scopo spiega come le rivelazioni provenienti da ricerche scientifiche all'avanguardia, facciano emergere una nuova visione del mondo in cui viviamo. Un mondo in cui tutte le cose e tutti gli esseri viventi sono collegati in modo organico e quindi evolvono, o deperiscono, insieme.
Come ha detto Einstein non possiamo raggiungere la prossima tappa della nostra evoluzione collettiva senza dare origine a un nuovo modo di sentire e di agire. La sfida consiste nel promuovere quindi l’evoluzione della coscienza visto che non si evolve spontaneamente con sufficiente rapidità.
L'evoluzione della coscienza, appunto, si impone come fondamento, come fulcro ispiratore della Psicologia Olistica.

mercoledì 19 gennaio 2011

“Salute e benessere psicologico attraverso la conoscenza del corpo e delle sue funzionalità”. Al via nuovo "gruppo di incontro" a Teverola.

Teverola. La sezione locale dell'Associazione ANES del comune di Teverola ha promosso un ciclo di incontri settimanali, per la durata di circa tre mesi, con il dott. Pino Tartaglia, psicologo psicoterapeuta, dal tema “Salute e benessere psicologico attraverso la conoscenza del corpo e delle sue funzionalità”I “gruppi di incontro”, così definiti nel gergo accademico degli psicologi, si svolgeranno ogni Martedi, dalle ore 20:30 alle 22:30, presso i locali dell’associazione siti nello stabile del Comune di Teverola. Spunto e prodromo dell’iniziativa è stata l’antica massima greca “Conosci te stesso”. Ragionando su questo principio i rappresentanti del sodalizio hanno voluto rendere partecipi i cittadini, di Teverola e non, di un percorso che miri all’autoconsapevolezza per giungere poi a quell’armonia e a quella forma di benessere tanto utili nelle relazioni lavorative, affettive e familiari. “Conoscere se stessi per imparare a comprendere la realtà che ci circonda e di conseguenza stare meglio con gli altri!” “Questa” – affermano gli organizzatori del ciclo di incontri – “è la vera consapevolezza”.

Comunicato stampa

giovedì 13 gennaio 2011

La Nuova Psicologia

La crisi globale che ci troviamo ad affrontare oggi è una crisi di coscienza.
La sfida del III millennio consiste nell'esplorare lo spazio interiore e sviluppare la coscienza umana, per poter reggere il confronto con gli straordinari progressi che abbiamo fatto nello sviluppo tecnologico.
La sopravvivenza umana comporta perciò, la creazione di una coscienza planetaria creativa e aperta alla compassione.Ervin Laszlo esprime la tesi che promuovere e facilitare l'evoluzione di una nuova coscienza è essenziale per il nostro benessere individuale e collettivo e per il futuro di tutte le forme di vita su questo pianeta.
A questo scopo spiega come le rivelazioni provenienti da ricerche scientifiche all'avanguardia, facciano emergere una nuova visione del mondo in cui viviamo. Un mondo in cui tutte le cose e tutti gli esseri viventi sono collegati in modo organico e quindi evolvono, o deperiscono, insieme.
Come ha detto Einstein non possiamo raggiungere la prossima tappa della nostra evoluzione collettiva senza dare origine a un nuovo modo di sentire e di agire. La sfida consiste nel promuovere quindi l’evoluzione della coscienza visto che non si evolve spontaneamente con sufficiente rapidità.
L'evoluzione della coscienza, appunto, si impone come fondamento, come fulcro ispiratore della Psicologia Olistica.
Reich, negli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, aveva individuato e sperimentato la possibilità di percepire e sviluppare il proprio centro interiore di coscienza, collegandolo anche all'esperienza di una coscienza più ampia che definì cosmica. Alcuni decenni dopo, questo piano è stato chiamato transpersonale, o anche integrale.
Prendendo le mosse dal pensiero di Wilhelm Reich, lo psicanalista allievo di Freud, possiamo dire che tutte le difese ed i condizionamenti, in una parola ogni nevrosi, si strutturano nel corpo.
Reich scoprì che ogni emozione repressa viene bloccata e trattenuta mediante la muscolatura e che l’insieme di queste tensioni struttura le difese ed il carattere delle persone.
Il modo corporeo di ogni individuo è allo stesso tempo il suo modo psichico e quindi equivale al suo “come” emotivo, affettivo, mentale e comportamentale.
Questa scoperta dell’identità funzionale tra psiche e corpo rappresenta un notevole salto quantico verso la possibilità di concepire in maniera unitaria e olistica le funzioni del l'essere umano.
E' la fine del dualismo mente corpo che ha attraversato la cultura psicologica e la conoscenza in generale.
Avendo sancito l’identità funzionale tra corpo, emozioni e carattere, Reich innovò la psicoterapia traendola fuori dall’esclusiva dimensione verbale e cognitiva includendo la dimensione emotiva, il contatto tra terapeuta e paziente, la respirazione e la percezione corporea. Le moderne scuole di terapia corporea compresa la Bioenergetica di Lowen nascono da questa innovazione straordinaria.
Reich individuò nel corpo sette livelli, come degli anelli o metameri, ognuno dei quali ha un suo linguaggio ed una sua funzionalità nello sviluppo dell’individuo. Per mezzo di questi livelli, ognuno dei quali integra l’aspetto muscolare, emozionale ed energetico, si può leggere sul corpo la storia dell’individuo ed anche dove la sua energia vitale è maggiormente bloccata.
Reich usò il termine energia orgonica per indicare l’energia vitale: la pulsazione vitale è la base di ogni funzione dell'essere umano.
L'esperienza di base corporea è l’attenzione e la consapevolezza del respiro. L'esperienza nel respiro è il tramite fondamentale con l’esperienza dell’esserci e del sentire la vita. Pensare non è sentire! il sentire è del corpo.Il sentire esiste solo nel "qui ed ora ", nel presente, perchè è questa l'unica dimensione vera dell'esistenza.Nel corpo siamo nel presente. Nel presente, purtroppo, spesso siamo assenti, non ci accorgiamo di essere altrove.
Pertanto, il movimento corporeo, l'attenzione e la respirazione diventano un potente strumento psicoterapeutico di sblocco emozionale ed energetico.
Il corpo così concepito e vissuto, attraverso gli aspetti istintuali, emozionali e di pensiero diventano un modo di essere e di esistere della coscienza.

L'amore...è

L’amore ci rende fragili-forti perché rompe i confini dell’ego, ci disorienta nello spazio-tempo e spinge verso l’universo , fa perder...