mercoledì 24 luglio 2013

Apriamo gli occhi su stereotipi molto diffusi-


Lo psicologo psicoterapeuta non è un “tipo tranquillo”, non è freddo e distaccato, non è controllato, non è accomodante, non deve sempre essere tranquillizzante e sorridente, nemmeno troppo rassicurante! Soprattutto, non è perfetto, ma è semplicemente se stesso! E’ curioso, aperto all’esperienza del nuovo, è un buon viaggiatore ed un ottimo compagno di viaggio, vive di esperienze non di letture e seminari, non si coltiva in laboratorio ma ama e si mette in gioco da buon giocatore; accetta e coltiva le “giuste distanze” nei rapporti affettivi sociali e famigliari ; non ha la pretesa di governare le emozioni dall’alto ma si cala vivendole e poi sapendo separarsene, proprio come nel mito di Ulisse. Non è seduttivo, non assolve, sa ascoltare con tutto il corpo ed è pronto a separasi dal cliente per mandarlo via, appena pronto, senza favorire dipendenze, né aspettative di reincontro: fa in modo che egli vada da solo verso il suo cammino esistenziale!
Un bravo psicoterapeuta non cerca la tranquillità, il suo obbiettivo non è distaccarsi dalla vita e dalle scosse dure dell’esistenza. Lo psicoterapeuta deve essere costantemente “pronto ai mutamenti” come direbbe Goethe. Una “sana inquietudine” è il sale della vita ed il bravo terapeuta lo sa bene: diventa necessario, pertanto, che sia costantemente in contatto con le proprie emozioni , sentimenti ed il loro mutare, evitando di accomodarsi su certezze ed illusioni. 

lunedì 22 luglio 2013

La seduzione malata

La seduzione malata è una piaga dei nostri tempi: molti uomini ed anche molte donne mettono in atto modalità seduttive non per pura attrazione o fascino per l'altro ma per due probabili motivi. Punire l'altro/a per una delusione o trauma subito in età precoce dimostrandosi capaci di avere potere sull'altro/a , e/o tentando di dimostrare a se stessi di essere seduttivamente capaci per coprire un grosso vuoto di autostima. Peccato che tutto ciò serve a nulla perchè aumenta il vuoto interiore e l'incapacità ad amare e fa crescere a dismisura il bisogno di conferme dal mondo.

Le mie poesie

Se fossi
se fossi luce entrerei in punta di piedi nei tuoi occhi per illuminare la tua anima
se fossi aria aprirei le porte del tuo respiro profondo in un afflato cosmico
se fossi vento scivolerei sulla tua pelle per sentirne profumo-essenza di donna
se fossi tenebra mi perderei negli anfratti oscuri del tuo lato Ombra e....
se fossi fuoco brucerei nell’inferno delle tue passioni. 


Pino Tartaglia

Il risveglio della coscienza


La coscienza non si risveglierà mai con ragionamenti, con la dialettica culturale o con estenuanti dibattiti politici, nei salotti o con le cosiddette psicochiacchiere di opinionisti e tuttologi. La coscienza si risveglia nel recuperare emozioni e sentimenti sepolti da tempo sotto una coltre di paure e di compromessi. Si parla spesso di identità e di appartenenza confondendo "orgoglio" con "dignità": ma se per un attimo risvegli dentro di te l'odore originario della tua terra, della sua zolla umida di umori, il vento che sfiora i campi , a volte con l'odore di legna bruciata dal contadino dal fumo bianco non tossico, allora recuperi un'emozione profonda che hai perduto da tempo, la nostalgia della memoria, le tue radici, la tua storia e scoprirari, con sgomento, che sei stato spogliato della tua "appartenenza" , della tua dignità, della tua storia, dell'amore per la condivisione e della libertà del tuo respiro. Allora riconoscerai la rabbia sana naturale che monta dentro di te e recupererai il coraggio e la coscienza civile di lottare contro il degrado umano che sta attraversando le nostre terre e la nostra anima vendute per anni alla criminalità, alla camorra ed alla politica. Tutto il degrado che è fuori è dentro di noi nella nostrra anima collettiva. Diventiamo, allora, seminatori di dignità perchè solo essa tocca l'anima profonda , risveglia la "coscienza" e la libertà interiore. 

Le mie poesie...




 La tua presenza  

A volte muta, carezzevole, dolcemente in punta di piedi
sin dal primo momento, quando cercando un tuo sguardo
sentivo un’ombra da brivido lungo la schiena nel lato più
oscuro e misterioso del sentire umano .
La presenza del femminile arcaico che si muove in penombra
e penetra negli anfratti più reconditi dell’anima ,
le mie mani che sfiorano la tua pelle vellutata,
poi il sogno di un abbraccio intenso, profondo, vivo, 
intrecciato e perso in una danza avvolgente e sensuale:
una danza cosmica intrisa di essenze di bosco
e di luci magiche di notti  d’estate
Sento la tua presenza, lo stupore arcaico di un antico rito
che d’improvviso si svela nell’alchemico mistero della magia dell’incontro.

Pino Tartaglia

L'amore...è

L’amore ci rende fragili-forti perché rompe i confini dell’ego, ci disorienta nello spazio-tempo e spinge verso l’universo , fa perder...