Il primo incontro con la madre
E' stato giustamente e autorevolmente sostenuto (vedi Recalcati) che il primo impatto-contatto del neonato, agli albori della vita, è l'incontro rassicurante con le mani della madre. Un incontro di sostegno, rassicurazione e accudimento. Verissimo, certo, ma penso anche a quella energia creativa che spinge il feto all'avventura della vita, al rischio del vivere: incunearsi nel canale del parto affrontando il trauma della nascita, ma anche alla grande gioia del primo grido liberatorio e del primo respiro profondo di libertà, di venire alla luce ed alla vita, di poter riconoscersi e specchiarsi in chi gli da conferma della sua esistenza. Identità, dunque, a mio parere non può circoscriversi solo all'accoglienza ed all'accudimento, bensì, al favorire già da subito il contatto occhi madre-occhi figlio per favorire il suo essere al mondo, la sua individualità distinta da quella della made, aiutandolo a disidentificarsi dalla simbiosi originaria intrauterina .
In Psicosomatica proponiamo oltre al lavoro terapeutico con le mani anche la percezione della presenza dello "sguardo materno". Sguardo vuol dire "identità": identità basilare della personalità, fiducia di base nelle relazioni e nella vita. Sguardo è incontrarsi-riconoscersi come anime. Lo sguardo ti fa ri-conoscere, ti fa vivere la gratitudine, ti fa evolvere verso l'autonomia adulta: le sole mani senza occhi possono generare dipendenza affettiva, prendere senza imparare a dare. Posizionare gli occhi per incontrare e riprendersi quello sguardo antico, esplorare il mondo, uscire dalla simbiosi materna è il lavoro che facciamo nei nostri gruppi di consapevolezza psicosomatica.
In Psicosomatica proponiamo oltre al lavoro terapeutico con le mani anche la percezione della presenza dello "sguardo materno". Sguardo vuol dire "identità": identità basilare della personalità, fiducia di base nelle relazioni e nella vita. Sguardo è incontrarsi-riconoscersi come anime. Lo sguardo ti fa ri-conoscere, ti fa vivere la gratitudine, ti fa evolvere verso l'autonomia adulta: le sole mani senza occhi possono generare dipendenza affettiva, prendere senza imparare a dare. Posizionare gli occhi per incontrare e riprendersi quello sguardo antico, esplorare il mondo, uscire dalla simbiosi materna è il lavoro che facciamo nei nostri gruppi di consapevolezza psicosomatica.
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