Aiutare qualcuno e diverso dal fare assistenza! Oggigiorno è molto in
voga un comportamento che ho definito "aiutomania". L'aiutomania è una
forma di onnipotenza molto diffusa in giro, spesso praticata anche in
buona fede, che va da "io mi conosco molto bene e non ho bisogno di
nessuno , tantomeno degli psicologi", a "ti sbloccherò dal tuo problema a
costo di...rimetterci le penne! Si sa , spesso chi non sa risolvere i
propri problemi si impegna a risolvere quelli degli altri! L' Italia si
sa è un paese di santi, di eroi, di competenti di calcio e adesso è
diventato anche un paese di psicologi!. Fanno gioco anche diverse
discipline che hanno il loro valore nella misura in cui, facendone
pratica, danno un minimo di consapevolezza verso se stessi ed il proprio
corpo ma che non autorizzano di per sè ad inventarsi "guaritori",
spesso dal piglio pseudo sciamanico a tintura orientaleggiante. Ecco che
accade, non di rado, che l'aiutomane rimane
imbrigliato nella rete patologica del rapporto transferale e si becca
la patologia dell'aiutato. Aiutare non è essere servizievoli con
l'altro nè essere buonisti, aiutare è assumersi una responsabilità umana
relazionale: è essere consapevoli del rischio di essere "contaminati"
da quella relazione; che se non si è saldi e capaci di farlo diventa
solo un atto narcisistico dalle conseguenze imprevedibili sulla salute e
catastrofico sul piano della relazione stessa.Quante volte ho sentito
dire" mi sono fatto in quattro per lei, le ho donato tutto il bene
possibile ed invece è andata via,ingrata, è sparita, forse sta con un
altro". Onnipotenza infantile , presunzione ed ignoranza sono gli
ingredienti dell'aiutomane. -
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