Il vaginismo, quasi sempre di origine psicosomatica, consiste nella contrazione riflessa dei muscoli che circondano la vagina
assumendo la colorazione di una vera e propria fobia dell'atto
sessuale.
A differenza della dispareunia , la contrazione muscolare
presente nel vaginismo è tale da rendere impossibile la penetrazione e
quindi l'atto sessuale. Se la penetrazione, invece, rende il rapporto
sessuale estremamente doloroso ci troviamo di fronte a una forma di
dispareunia psicosomatica. Occorre sgombrare immediatamente il campo da
un equivoco: la terapia del vaginismo non consiste in un intervento
tecnico (tranne casi di cause strettamente organiche) ma richiede una
seria ed approfondita psicoterapia. Nel vaginismo, la caratteristica
principale è il totale evitamento
dell'atto sessuale. La paura viene spesso coperta da un attaccamento
idealizzato più mentale che fisico all’altro. Nell’ evitamento si
riscontra spesso la paura di subire l'atto sessuale come atto imposto
dall'uomo, considerato aggressivo, magari con sensazioni di disgusto e
di rifiuto della sessualità.
Cosa è in discussione nel vaginismo?
-Spesso l'identità femminile: conflitti inconsci con la propria femminilità;
-Conflitti e paure nel riconoscere il proprio schema corporeo; il
passaggio ad una fase adulta dello sviluppo e di dover abbandonare
comportamenti e privilegi infantili ed adolescenziali;
- Dipendenza, angoscia da separazione e disturbi dell'attaccamento;
-Idealizzazione e/o svalutazione dell’oggetto d’amore;
-Traumi e violenze subite precocemente nello sviluppo psicosessuale, anche in ambito familiare;
Chi ne è affetto vive una esistenza affettiva e sessuale
adolescenziale, anche il corpo esprime immaturità: la corazza
psicosomatica può apparire morbida sull'esterno, facilmente accomodante,
ma molto dura all'interno. Il vaginismo occasionale invece è facile da
sciogliere, spesso inerisce all'incapacità dei partners ad accettarsi e
ad incontrarsi. Nel vaginismo psicosomatico c'è dietro la storia di una
vita, la caratteristica fondamentale consiste nella mancanza di
fiducia nel genere maschile, vissuto con paura ed estrema "diffidenza". Le
donne che ne soffrono sviluppano spesso, una seduttività falsificante, fanciullesca,
perchè nel profondo non c'è una vero ed autentico desiderio del maschile come esperienza di completamento, ma
ambivalenza, evitamento e sessualità da petting di tipo puberale.
L’infedeltà nei rapporti rappresenta un tentativo, attraverso
l’idealizzazione e/o l’innamoramento di affidare la soluzione del
problema ad un uomo investito, presuntivamente, di doti di particolare autorevolezza (innamoramento asimmetrico), oppure all'intervento tecnico- meccanicistico, sia in ambito medico che psicologico, con l’inevitabile delusione che ne consegue.
il “vaginismo” è un disturbo di stretta pertinenza del sessuologo clinico (meglio se anche specialista in psicoterapia). La cura è solitamente breve (alcuni mesi) con terapia mansionale in sessuologia comportamentale, veramente breve se non ci sono complicazioni organiche o psicopatologie importanti associate e se la paziente collabora. Comunque prima della cura è sempre preferibile una valutazione clinica accurata per capire le cause del problema (della specifica persona) e definire il tipo di intervento terapeutico personalizzato più efficacie ed efficiente per la paziente, nonché per accertare la diagnosi di vaginismo (o escluderla).Chiarimenti precisi sul problema e come trovare il terapeuta più adatto anche all’interno de Il manuale pratico del benessere (edizioni Ipertesto con patrocinio UNESCO) alle specifiche pagine 314, 322, 323, 326, 512, 513, 519, 531 e 551
RispondiEliminaNon mi trova d'accorso sul fatto che il vaginismo sia di stretta pertinenza del sessuologo clinico ( chi è il sessuologo clinico? ).Non sono d'accordo ad affrontare problemi di questo tipo con piglio meccanistico di di tipo medicale. La psicoterapia comportamentale a mio avviso ha dei limiti rispetto alla comprensione profonda, inconscia, storica della struttura di personalità della persona
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