La gratitudine questa (mi)sconosciuta

Gratitudine è capacità di riconoscere d’aver ricevuto benessere dall’altro , è riconoscere l’esistenza dell’altro che ci ha “dato”, è saper dire grazie con sentimento, è uno stato di grazia- d'amore- insomma! E’ la vera condizione per poter davvero “dare agli altri”: chi non sa ricevere e non conosce l’emozione della gratitudine non sarà mai in grado di dare qualcosa a qualcuno: al massimo potrà, a volte anche costosamente, comprarsi l’altro o “entrare nelle grazie “ di un altro pronto a vendere appunto “le grazie”. Spesso ci si sofferma su quel che non abbiamo ancora ricevuto rispetto a ciò che abbiamo già avuto, e spesso, ancora, se la persona che ci ha dato, magari anche tanto, non ci da anche il resto lo si può tranquillamente calunniare o disprezzare disconoscendo tutto il buono ricevuto. Il giudizio è sempre qualcosa di ineccepibile in astratto: la volpe giudicò acerba l’uva che non era riuscito a prendere perché situata in alto sull’albero! Nel romanzo di V. Hugo,Jaen Valjean è aiutato dal gesto del vescovo Myriel, che lo scagiona davanti alla polizia dall'accusa di furto di due candelabri affermando che era stato un suo regalo; ciò induce in Jean un sentimento di grazia e d' amore che lo induce a cambiare vita, ad affermarsi e ad aiutare i "miserabili". La gratitudine verso il vescovo per quel gesto, quel dono ha sortito in Jean una potentissima energia che ha cambiato la sua vita e quella di tante persone. Quante volte una propria incapacità viene mascherata dal giudizio severo ed impeccabile che viene emesso come una sentenza inappellabile?

Commenti

  1. mi ricorda un testo della Klein invidia e gratitudine, spesso la gratitudine ha a che vedere con problemi d'invidia?

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  2. certo,caro lettore! invidia e gratitudine spesso rappresentano due facce della stessa medaglia!

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